Chirurgia refrattiva: domande e risposte

 

Cosa devo portare alla prima visita? Come si svolge?
Quando un paziente viene alla prima visita oculistica è importante che porti tutta la documentazione che ha delle visite precedenti, in modo tale da aiutare il medico a capire la sua storia clinica. Durante la visita verranno applicate delle gocce per dilatare la pupilla e per vedere il fondo oculare del paziente. Con l’occhio dilatato il paziente vedrà male, per questo è consigliato che venga accompagnato sempre da una persona che lo possa riportare casa.

Come si fa a capire se sono idoneo a un intervento di refrattiva?
Durante la visita verranno valutate, se ci sono, eventuali patologie o, se il paziente è venuto per un intervento, verrà valutata un’eventuale idoneità al tipo di intervento da lui richiesto, che può essere di chirurgia refrattiva oppure di cataratta, a seconda dell’età del paziente.

Quali esami vengono effettuati in Blue Eye?
Gli interventi o gli esami che seguo di solito riguardano più il discorso di diagnostica e di chirurgia refrattiva. Per la chirurgia refrattiva vengono fatti diversi esami per valutare l’idoneità del paziente; i pazienti che hanno difetti visivi come ipermetropia, miopia o astigmatismo, nel caso credano di non essere idonei per l’intervento, è importante che facciano la visita, perché insieme agli esami strumentali possono fornirci tutti quei dati che servono per escludere l’idoneità o per includerla.

Come ci si prepara per un intervento laser?
La chirurgia refrattiva di solito viene fatta bilateralmente, quindi in entrambi gli occhi nella medesima seduta operatoria; il paziente verrà accompagnato circa una mezz’oretta prima rispetto all’intervento, verranno ripetuti degli esami se ci sarà la necessità e poi verrà eseguito l’intervento agli occhi.

Come avviene un intervento di refrattiva?
Il paziente quando arriva in Blue Eye per la chirurgia refrattiva arriva circa una mezz’oretta prima; ricontrolliamo gli esami che abbiamo già in mano e ripetiamo, se necessario, quelli che bisogna verificare nuovamente. Il paziente verrà poi preparato con un camice, una cuffietta, delle sovrascarpe e gli occhi verranno anestetizzati con un collirio anestetico, quindi con delle gocce (non ci sarà nessuna iniezione, solo gocce che vanno ad anestetizzare la cornea e tolgono la sensibilità al dolore).

Il paziente verrà poi portato in sala, verrà fatto coricare e verrà eseguito l’intervento; successivamente ci sarà la medicazione dell’occhio e, uscendo dalla sala, il paziente avrà una visione non perfetta ma “annacquata”, come un vetro quasi smerigliato (anche se dipende dal soggetto). I giorni successivi la visione sarà altalenante, sarà una fluttuazione continua perché inizia il vero recupero visivo del paziente.

Cosa succede dopo l’intervento?
Terminato l’intervento il paziente viene fatto accomodare in sala d’attesa dove ad attenderlo c’è il suo accompagnatore; dopo circa mezz’ora arriva il dottore per le dimissioni, per un controllo e per spiegare la terapia.
Riguardo la terapia viene fornito un foglio nel quale sono scritti i colliri da istillare, come antibiotico, lacrima artificiale, antinfiammatorio e anche antidolorifico, quindi se il paziente avvertirà dolore nelle ore successive potrà prendere l’antidolorifico prescritto. Noi forniamo ai pazienti un piccolo starter kit, una pochette nella quale ci sono un paio di occhiali da sole e i colliri per le prime medicazioni e poi con la ricetta si potrà andare in farmacia ad acquistare i colliri che gli possono servire.

Quali sono i tempi di recupero della vista?
Anche il recupero visivo è soggettivo. Bisogna pazientare, andare ai controlli stabiliti (il primo controllo è il giorno successivo all’intervento) e dopo ci saranno delle scadenze che determinerà sempre l’oculista. Quando si va a casa è importante attenersi a tutte le indicazioni che dà l’oculista, quindi evitare il contatto dell’acqua con gli occhi, niente shampoo, nessun tipo di contatto se non con i colliri, per evitare che qualcosa di non sterile vada nell’occhio stesso. È importante evitare il contatto con gli animali per i peli ed evitare lo sport per un certo periodo.


Altre informazioni utili sulla chirurgia refrattiva

Quali difetti di vista si possono correggere?

Con un intervento di chirurgia refrattiva è possibile dire addio alla miopia, ipermetropia ed astigmatismo, ma anche alla presbiopia (che non è una malattia, ma un difetto accomodativo legato all’età della persona).

Ogni difetto ha quindi una possibile soluzione, e in Blue Eye per ogni paziente possibile progettare un intervento personalizzato per il paziente.

Quale tecnica è migliore?

Ogni tecnica chirurgica comporta naturalmente vantaggi e svantaggi. A titolo di esempio ecco un confronto tra la PRK e la LASIK:

Pro PRK

  • Minore profondità del trattamento laser rispetto alla LASIK
  • Adatta anche ai pazienti con cornea sottile
  • Nessun rischio di complicanze del lembo corneale
  • Ridotto rischio di compromissione dello spessore corneale

Contro PRK

  • Recupero più lento della LASIK
  • Richiede un tempo maggiore per giungere alla migliore visione possibile
  • Aumento del rischio di infezione post-chirurgica, infiammazione e foschia
  • Maggiore disagio agli occhi durante il primo recupero della PRK, rispetto al recupero dopo la chirurgia LASIK

Visita oculistica preliminare – visita pre-refrattiva

Fondamentale è la visita oculistica alla quale viene sottoposto il paziente per verificare il reale difetto visivo.

Attraverso l’anamnesi patologica e oculare il chirurgo verifica lo stato di salute generale del paziente, l’esistenza di malattie pregresse a carico dell’occhio che potrebbero essere motivo di esclusione dall’intervento di chirurgia refrattiva, le terapie farmacologiche e i trattamenti terapeutici precedenti o in atto.

Durante la visita pre-refrattiva il medico specialista approfondisce anche.  le motivazioni e le aspettative che spingono il paziente all’intervento, considerandone soprattutto le specifiche esigenze professionali e personali.

Nel corso della visita pre-refrattiva vengono eseguiti una serie di esami diagnostici strumentali con lo scopo di verificare l’idoneità del paziente a sottoporsi all’intervento. L’ esame oculistico completo comprende:

  • l’esame dell’entità del difetto refrattivo (refrazione soggettiva);
  • l’esame della refrazione in cicloplegia (la paralisi del muscolo ciliare presente nell’occhio) per escludere la componente accomodativa a carico del cristallino che può influire su una corretta misurazione;
  • gli esami strumentali di routine quali tonometria, pachimetria, topografia corneale, pupillometria;
  • possono essere effettuati anche microscopia endoteliale, biometria, aberrometria.

Acquisite tutte le informazioni, il chirurgo espone al paziente il tipo di chirurgia refrattiva (PRK, LASEK e LASIK) più adatto al singolo caso, presentando nel modo più chiaro gli aspetti dell’intervento e rispondendo alle domande che il paziente gli sottopone.

 

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