La cataratta consiste nell’opacizzazione del cristallino, che perde la sua trasparenza perché si modifica la composizione chimico-fisica dell’umor acqueo, perde l’integrità della capsula e l’integrità delle proteine che lo compongono e di solito si manifesta dopo il cinquantesimo anno d’età.
La sintomatologia è una riduzione dell’acuità visiva, a volte una visione sdoppiata ( diplopia ) ed è frequente la comparsa di una miopia.
La diagnosi viene fatta attraverso un esame diretto, dove si potrà notare che il campo pupillare non è perfettamente nero, ma grigiastro.
Attraverso l’esame lampada a fessura (biomicroscopia) si osserverà il rigonfiamento delle fibre del cristallino, che si manifesta con tenui linee biancastre a livello degli strati superficiali, opacità cuneiformi e presenza di vacuoli sottocapsulari.
Di solito l’evoluzione nei due occhi è più o meno contemporanea, anche se asimmetrica e si manifesta in tre stadi: intumescente, matura ed ipermatura.
La cataratta senile, quindi legata all’età, può essere classificata in corticale, nucleare e sottocapsulare posteriore, poi oltre a quella senile ci può essere la cataratta traumatica, congenita, iatrogena (causata da farmaci), sintomatica (tipo per il diabete) e poi quelle secondarie che arrivano dopo un intervento di cataratta.