Traumi oculari pediatrici: consigli per i genitori

I traumi oculari sono incidenti comuni nei bambini, e dunque i genitori devono sapere cosa fare e agire tempestivamente. Sembrerà scontato, ma il primo consiglio è quello di controllare che i vostri figli non giochino con oggetti appuntiti o con sostanze pericolose.

I traumi oculari, infatti, sono spesso causati nei bambini da questi oggetti e sostanze, ma non solo. Capita che il trauma venga provocato dalla semplice frenesia del gioco o da una caduta accidentale.

Un altro consiglio utile è quello di coprire tutti gli spigoli dei mobili con dei paraspigoli nella camera del bambino.

I traumi oculari pediatrici possono essere contusioni oppure dei traumi perforanti, ma ogni tipologia di trauma non va sottovalutato perché potrebbe creare dei problemi più o meno gravi alla vista del bambino.

In caso di contusione, come a seguito di una pallonata, di un corpo estraneo come terriccio e sabbia o di una semplice caduta, l’occhio potrebbe gonfiarsi e fare molto male. Come primo soccorso, quindi, voi genitori dovreste applicare subito del ghiaccio per sgonfiare l’occhio e somministrare un eventuale antidolorifico.

Anche se la situazione sembra risolversi facilmente sarebbe consigliato consultare il pediatra. Se il danno, invece, appare subito più serio, ad esempio se il bambino non riesce ad aprire l’occhio, se non vede bene, o se ha giramenti di testa o sanguinamenti, sarebbe opportuno recarsi al pronto soccorso.

Per i traumi perforanti, che sono sempre considerati gravi, bisogna portare il bambino subito all’ospedale.

Nel caso in cui l’occhio fosse entrato in contatto con sostanze chimiche irritanti, invece, bisogna subito sciacquare l’occhio sotto l’acqua corrente per qualche minuto e poi recarsi al pronto soccorso. Se è possibile, portate con voi il prodotto (contenitore) che ha causato il problema. Anche una fotografia è utile per fornire più informazioni possibili ai medici che devono intervenire.

E’ assolutamente sconsigliato applicare colliri o pomate o forzare il bambino ad aprire l’occhio.

In conclusione, quindi, è bene avere un comportamento preventivo piuttosto che risolutivo basato su un’attenta sorveglianza dei bambini.

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