Degenerazione maculare senile (DMS)

Che cosa è la degenerazione maculare senile (DMS)

Con il termine Degenerazione Maculare Senile (DMS) si intende una patologia cronica dell’occhio legata al naturale invecchiamento delle cellule della macula.

La macula è la zona centrale della retina dell’occhio umano che, caratterizzata da una elevata densità di cellule sensibili alla luce (i fotorecettori), è essenziale alla visione distinta e alla percezione dei dettagli.

Estremamente sensibile agli stimoli luminosi, la macula subisce negli anni un processo di degenerazione, le cellule della macula responsabili della visione centrale vanno cioè in progressiva sofferenza (degenerano) e alla fine muoiono, sostituite da un tessuto cicatriziale che è privo di dotazione funzionale.

degenerazione maculare

Tipologie di degenerazione maculare senile (DMS)

Esistono due forme di DMS:

– la forma umida: è la tipologia di malattia più grave e invalidante (può compromettere seriamente la capacità visiva) anche se fortunatamente la meno diffusa. Solo infatti il 10% delle persone con DMS sviluppa la forma umida.

E’ causata da uno sviluppo abnorme di alcuni vasi sanguigni nella parete retinica al di sotto della macula; se l’accumulo di sangue e del liquido all’interno dell’occhio non viene trattato si innesca un rapido deterioramento della visione. Un trattamento precoce consente di limitare i danni anche se, una volta risolto l’edema, rimane una cicatrice permanente.

– la forma atrofica o secca. E’ la forma più diffusa, ne soffre infatti circa il 90% dei pazienti con DMS. E’ determinata da un eccessivo accumulo di scorie cellulari (dette drusen) associate a delle irregolarità dell’epitelio pigmentato retinico. Le scorie, se non vengono riassorbite, possono calcificare causando lesioni e un danno stabile.

Sintomi della degenerazione maculare senile (DMS)

La degenerazione maculare senile è una malattia molto diffusa specie nel mondo occidentale, industrializzato e caratterizzato da un generale benessere. Si calcola che colpisca circa 25-30 milioni di persone e sia la più comune causa di cecità nei pazienti con più di 60 anni di età. La DMS ha un’ incidenza che varia dal 8.5% al 11% nella fascia di età compresa tra i 65 e i 74 anni, e del 27% al di sopra dei 75 anni.

Nonostante la notevole diffusione è una malattia subdola in quanto non dolorosa e caratterizzata da sintomi poco evidenti che si presentano, a volte, solo da un solo occhio.

I sintomi più comuni sono difetti visivi come visione distorta, macchie nere al centro del campo visivo, distorsione delle linee dritte, riduzione della visione centrale. A ciò si aggiunge una marcata fotosensibilità (l’occhio patisce il repentino passaggio dal buio alla luce non riscendo ad adattarsi velocemente), una ridotta percezione della distanza e la sensazione di necessitare di più luce per svolgere normali attività quotidiane.

Conseguenze della degenerazione maculare senile (DMS)

Per le persone affette da degenerazione maculare senile leggere, guardare la televisione, guidare e svolgere tutte le quotidiane attività che richiedono una visione nitida e corretta può diventare difficoltoso.

All’interno della struttura dell’occhio, la macula è infatti responsabile di più del 35% del campo visivo, per cui una DMS grave condiziona lo svolgimento delle normali attività quotidiane con inevitabili conseguenze sulle disposizioni psicologiche del paziente.

La visione periferica, tuttavia, è generalmente intatta e non è a rischio se non quando la malattia giunge agli stati terminali.

Come si cura la degenerazione maculare senile

Se è purtroppo impossibile ristabilire del tutto la vista a chi soffre di degenerazione maculare senile, tuttavia le tecniche e le terapie attualmente a disposizione possono fermare in maniera significativa la progressione della malattia.

– riabilitazione visiva

Come si è detto la DMS non provoca cecità completa ed è possibile tornare a svolgere determinate occupazioni in maniera indipendente e produttiva ricorrendo alle tecniche di riabilitazione che aumentano la capacità visiva (ipovisione). La rieducazione visiva della DMS si avvale di una pluralità di accorgimenti come l’utilizzo di lampade alogene (da preferire a quelle a bulbo), di strumenti ingrandenti, di speciali sistemi telescopici, anche inseribili all’interno dell’occhio, e l’apprendimento da parte del paziente di una serie di tecniche di adattamento ambientale ideate per sfruttare al massimo la potenzialità residua della retina periferica.

– terapia farmacologica

Da alcuni anni per combattere la degenerazione maculare senile si ricorre alle iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF che bloccano o inibiscono il proliferare di vasi sanguigni anomali.

Questa terapia viene effettuata in sala operatoria; il farmaco viene iniettato nel vitreo dopo l’instillazione di alcune gocce di anestetico. Il tutto dura pochi minuti, quindi il paziente può far ritorno a casa.

I risultati funzionali sono soddisfacenti, la malattia viene bloccata e nei casi più fortunati c’è anche un recupero parziale della visione perduta.

– utilizzo di lenti

Specialisti dell’ipovisione ed oftalmologi hanno sviluppato un particolare sistema di lenti per migliorare, nei pazienti affetti da DMS, la visione centrale. La IOL-Vip Revolution è la combinazione di due piccolissime lenti che vengono impiantate dal chirurgo al posto del cristallino. Agiscono come un vero e proprio telescopio, ingrandendo leggermente l’immagine sulla retina e dirigendola verso una parte sana. Per valutare il potenziale miglioramento visivo prima dell’intervento, viene simulato il trattamento con un dispositivo ottico esterno che riproduce l’effetto ingrandente e prismatico delle due lenti una volta inserite nel sacco capsulare. I pazienti vengono aiutati a gestire la nuova visione con pochi e semplici esercizi che possono poi essere eseguiti anche a casa. La procedura non richiede ricovero e viene effettuata in anestesia locale.

Occorre comunque precisare che la selezione dei possibili candidati è molto forte. Infatti, tale tecnica non è estensibile a tutti gli ipovedenti; inoltre, dopo l’intervento, la riabilitazione è lunga ed impegnativa.