Cataratta

La cataratta è una diffusa patologia oculare caratterizzata da una progressiva perdita di trasparenza del cristallino, ovvero di quella lente che si trova all’interno del nostro occhio, dietro l’iride, e che contribuisce a mettere a fuoco le immagini sul piano retinico. E’ nella gran parte dei casi una patologia legata all’età in quanto insorge tipicamente dopo i 60 anni, ma in alcuni casi può essere già presente alla nascita (cataratta congenita) o presentarsi in epoca più precoce provocata da traumi o dall’uso di alcuni farmaci.
I sintomi più comuni che segnalano la presenza della cataratta vanno dall’alterazione della percezione dei colori, che perdono intensità, fino al peggioramento della vista notturna o alla visione doppia.

Come si cura la cataratta
Non esistono terapie farmacologiche che prevengano o curino la cataratta e l’unica strada per ripristinare una buona visione è ricorrere ad un intervento chirurgico. L’intervento di cataratta è una procedura che può essere affrontata non appena il paziente ed il medico riscontrano che la visione è così peggiorata da interferire con la qualità della vita del paziente. Si tratta di un intervento in Day Surgery, ovvero senza ricovero; si esegue in anestesia locale con solo alcune gocce di collirio e il paziente, pur rimanendo sveglio durante l’intervento, non avverte alcun dolore.

  • la Facoemulsificazione per cataratta
    La tecnica più moderna ed oggi universalmente utilizzata per l’asportazione della cataratta viene denominata ‘Facoemulsificazione’ e consiste nella aspirazione della parte centrale del cristallino (nucleo) mediante una sonda ad ultrasuoni e nella successiva pulizia della porzione residua (corticale); successivamente viene impiantato un cristallino artificiale (lente intraoculare) che ha lo scopo di rimpiazzare la funzionalità biologica posseduta dal cristallino naturale.
    Questa tecnica garantisce un immediato recupero visivo ed una notevole riduzione delle complicanze. L’intervento dura circa 15- 20 minuti a seconda della procedura utilizzata e dopo poche ore il paziente può fare ritorno a casa.
  • la chirurgia con Femto Laser per cataratta
    La chirurgia della cataratta ha subito notevoli evoluzioni tecnologiche. L’introduzione del Laser a Femtosecondi (o Femto Laser) ha letteralmente rivoluzionato questa tipologia di intervento che viene anche indicato con il termine di femtocataratta.
    Grazie al laser infatti le fasi principali dell’intervento vengono programmate dal chirurgo al computer ed effettuate dal laser in pochi secondi, senza l’utilizzo di bisturi e pinze. Tutti i passaggi sono monitorati in tempo reale attraverso una sofisticata apparecchiatura, la tomografia a coerenza ottica (OCT), che esegue un controllo tridimensionale delle strutture da operare  guidando l’azione del laser. Non tutti gli occhi sono però compatibili con questa tecnica, solo l’oculista attraverso esami specifici può valutare e stabilire la metodica operatoria più adatta.
  • l’impianto di lenti intraoculari (IOL)
    Nell’intervento di cataratta, all’asportazione del cristallino mediante sonda ad ultrasuoni o Femto Laser segue l’impianto di lenti monofocali toriche o di lenti multifocali per cataratta.
    L’impianto di una lente monofocale corregge quasi completamente il difetto visivo storico del paziente, anche se sarà necessario continuare a portare gli occhiali per leggere. Grazie alle lenti intraoculari toriche si riesce ad annullare quasi totalmente il difetto astigmatico. L’impianto di una lente multifocale o multifocale torica, se necessario, riesce a ridurre o ad eliminare completamente la necessità degli occhiali.
  • L’alto livello di precisione raggiunto dalle strumentazioni diagnostiche permette oggi di misurare e registrare le caratteristiche anatomiche e funzionali di ogni occhio, fornendo la mappatura completa del sistema visivo sulla quale costruire un intervento personalizzato. In questo modo anche la scelta del cristallino da impiantare diventa una procedura refrattiva consentendo, in molti casi, di ridurre fortemente o eliminare la dipendenza dagli occhiali bifocali o da lettura necessari dopo l’intervento.